Settimana beethoveniana

 

 

Già l'interno della locandina della Settimana beethoveniana potrebbe rappresentare una degna illustrazione della messe di eventi che hanno caratterizzato questo enorme preludio al concerto del Progetto 9. Per la prima volta nella storia della città, Giovanni Baldini e Luca Delle Donne hanno riunito più di nove istituzioni nel nome di Beethoven, allestendo più di quindici eventi che hanno sempre registrato il tutto esaurito. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una delle particolarità più interessanti di questa settimana? La riscoperta della Hausmusik, nella sua accezione originaria ed autentica: il Festival Wunderkammer e l'ICMA sono state le capofila di questa appassionante sfida, che ha visto impegnate tre diverse formazioni cameristiche (scelte fra i migliori allievi dell'ICMA stesso).

 

In tre distinti salotti dunque, il Trio Kanon, il Trio Eclettica ed il Duo Federiciano hanno deliziato gli invitati con musiche di Schubert, Beethoven, Mozart, De Cia, Franck e Sostakovich: "un'esperienza estasiante", a detta di chi ha avuto il piacere di aver assistito ai concerti di questa rinascita della Hausmusik

 

Una delle particolarità più interessanti di questa settimana? La riscoperta della Hausmusik, nella sua accezione originaria ed autentica: il Festival Wunderkammer e l'ICMA sono state le capofila di questa appassionante sfida, che ha visto impegnate tre diverse formazioni cameristiche (scelte fra i migliori allievi dell'ICMA stesso).

 

In tre distinti salotti dunque, il Trio Kanon, il Trio Eclettica ed il Duo Federiciano hanno deliziato gli invitati con musiche di Schubert, Beethoven, Mozart, De Cia, Franck e Sostakovich: "un'esperienza estasiante", a detta di chi ha avuto il piacere di aver assistito ai concerti di questa rinascita della Hausmusik

 

Accanto agli aperitivi, alle mostre, alle proiezioni di film, è stato dato spazio all'approfondimento storico-musicologico, affidato ai due Dioscuri Carlo de Incontrera e Quirino Principe

 

 

 

Alternativamente infatti, entrambi hanno sviluppato alcune tematiche legate all'universo del Grande: Carlo de Incontrera, l' 8 novembre 2013, ha parlato del rapporto fra Beethoven e Trieste mentre Quirino Principe - il 9 novembre, assieme a Laura Antoni - ha introdotto il pubblico al recital pianistico di Letizia Michielon.

La Settimana beethoveniana ha anche disvelato agli stessi triestini alcuni preziosissimi cimeli direttamente legati a Beethoven: il Museo "Revoltella" ed il Civico Museo Teatrale "C. Schmidl" hanno allestito ad hoc delle visite guidate all'interno dei loro spazi, focalizzando l'attenzione - com'è ovvio - sulla figura di Beethoven. 

 

 

 

Un'occasione in più per riscoprire questi due splendidi musei, attraverso delle visite - appunto - che sono state arricchite anche (come nel caso del Museo "C. Schmidl") da esempi musicali sugli strumenti originali offerti dagli studenti del Conservatorio "G.Tartini" di Trieste. 

I concerti dal vivo hanno registrato un'affluenza di pubblico elevatissima: il 7 novembre il neo vincitore del concorso "Rome International Fortepiano Competition 2013" Naruhiko Kawaguchi ha impreziosito il carnet di artisti presenti nella Settimana beethoveniana incantando il pubblico con un omaggio al Beethoven fortepianistico.

 

Il 9 novembre invece, Letizia Michielon ha dato il via al ciclo che prevede l'esecuzione integrale delle sonate per pianoforte di Beethoven presso il teatro Miela, a seguito della conferenza di presentazione tenuta da Quirino Principe e Luisa Antoni.

 

Il recital pianistico del 6 novembre 2013 - affidato a Luca Delle Donne  e interamente dedicato alle sonate per pianoforte - ha registrato il sold out già dopo pochi giorni:l'organizzazione ha quindi promosso una replica dello stesso concerto, che si è tenuta la settimana seguente, per la gioia di chi non era riuscito ad accedere al primo evento proposto.

Condividere la gioia di ascoltare e fare Musica, significa anche divulgazione e formazione: grande spazio dunque all'aspetto didattico, specificatamente modellato su un target di studenti delle scuole superiori.

 

In una serie di incontri mirati, gli ideatori del Progetto 9 Giovanni Baldini e Luca Delle Donne hanno incontrato giovanissimi allievi del Liceo Musicale "Dante-Carducci" e del Liceo "F. Petrarca" di Trieste.

 

La figura di Beethoven è stata affrontata in maniera trasversale e la modalità interattiva ha permesso anche ad alcuni di loro di poter "dirigere" dal vivo la Quinta sinfonia, arricchendo il coinvolgimento emotivo in vista dei concerti che avrebbero potuto seguire durante l'intera kermesse.

Il penultimo evento (in ordine cronologico) della Settimana beethoveniana ha visto allargarsi il format della prolusione: questa volta, poco prima del concerto, l'introduzione gratuita alla Quarta e alla Quinta è stata volutamente ampliata e approfondita al fine di offrire le migliori chiavi di lettura possibili per l'ascolto di questi due capolavori.

 

Giovanni Baldini e Luca Delle Donne hanno affrontato la partitura anche con numerosi esempi a quattro mani direttamente al pianoforte, hanno condiviso alcune pagine memorabili e hanno sviscerato gli aspetti fondamentali della poetica di Ludwig van Beethoven.

 

Dal sentimento appassionato di due trentenni, un accorato invito a far sì che la sua musica "entri nel sangue", come giustamente scriveva il celebre direttore Wilhelm Furtwaengler.

È ancora possibile farsi ispirare dalla musica di Beethoven: soprattutto se si è giovani.

L'amore per la danza moderna e la danza classica ha spinto le due giovani ballerine Francesca Pivetta e Stefania Pertoldi a cimentarsi con la Quarta e la Quinta in una coreografia del tutto particolare: assieme sul palco, ciascuna ha dato libera espressione in un'improvvisazione che rifletteva lo stile (classico o moderno) che ha caratterizzato la propria formazione artistica.

 

 

Prima, durante l'intervallo e dopo il concerto dal vivo, ecco l'ultima perla di questa iniziativa: una breve mostra di cimeli beethoveniani provenienti dalla mastodontica collezione della Biblioteca beethoveniana di Muggia.

 

Grazie ad una speciale concessione dei collezionisti privati, il Foyer del Politeama "Rossetti" ha accolto numerose reliquie legate alle sinfonie in programma: quadri, partiture originali, autografi, busti e opere d'arte ispirate ai brani sinfonici firmati da illustri artisti del passato.

 

Mai nel mondo si sono raccolte, in una volta tutte assieme, così importanti testimonianze concrete riguardo queste due sinfonie di Beethoven: a detta del curatore della collezione della Beethovenhaus di Bonn (il centro di riferimento museale più prestigioso per questo compositore), questi documenti fanno della Biblioteca beethoveniana di Muggia una delle risorse più straordinarie al mondo.